Attività

Sono operanti le seguenti attività:

Progetti alternanza scuola-lavoro

Due dei nostri ragazzi hanno iniziato un percorso integrato scuola-lavoro.

I progetti sono stati realizzati in collaborazione con le rispettive scuole: quest'ultime curano l'aspetto didattico-metodologico, mentre l'Associazione quello psicopedagogico e il tutoring.

Uno dei due ragazzi si recherà due volte a settimana in una mensa di scuola materna dove curerà:

  • preparazione di semplici derrate alimentari;
  • preparazione del refettorio per il pranzo;
  • semplice mise en place;
  • assistenza ai bambini durante il pasto;
  • servizio delle bevande.

L'altro ragazzo, sempre due volte a settimana, si recherà presso il Distretto Sanitario dove svolgerà mansioni generiche di segreteria: fotocopie, archiviazione, distribuzione della posta, ecc.

Al termine è prevista una certificazione dei crediti formativi attestante le competenze trasversali (saper essere) e le competenze tecnico-professionali (saper fare), acquisite durante l'esperienza dello stage.

Le finalità dei progetti sono anche quelle di aiutare i ragazzi ad acquisire i comportamenti che regolano un rapporto di lavoro, ossia acquisire la "coscienza" di lavoratore.

I risultati di questi progetti potranno essere visibili su questo sito nel mese di giugno 2002.

Nel frattempo, un affettuoso augurio di buon lavoro ai nostri ragazzi.

Corso di musicoterapia

Da qualche mese i ragazzi/e del corso di autonomia stanno seguendo anche un corso di musicoterapia con molto entusiasmo e partecipazione.

La libera espressione corporea come mezzo di comunicazione diverso da quelli tradizionali consente, attraverso l'originalità del movimento, di acquisire una nuova consapevolezza di sé, di scoprire un nuovo modo di essere senza i condizionamenti dettati in nome della "normalità".

C'è in aria uno spettacolo... Chissà!

Gita a Edenlandia - Napoli

Nel programma delle attività sono previsti momenti prosociali e di massima integrazione, per cui vengono organizzate delle giornate per stare tutti insieme: famiglie con portatori di sindrome di Down, parenti, amici, volontari. Tutti insieme all'insegna del divertimento fine a se stesso, una giornata lontana dai problemi e dalla routine quotidiana.

Una di queste giornate abbiamo deciso di trascorrerla nel parco Edenlandia a Napoli dove il 20 di maggio faremo il nostro ingresso con una sola parola d'ordine: DIVERTIRCI!

Corso di autonomia personale ed esterna per i ragazzi nella fascia di età 14-22 anni

Tutti al mare! Lo stare a contatto quotidianamente con persone affette da disabilità intellettive sollecita e favorisce il chiedersi quale sia il loro possibile sviluppo affettivo, come gestiscono le emozioni e quali sono le loro reali capacità di socializzazione, ossia in che modo riescono a relazionarsi con il mondo esterno.

L'integrazione scolastica ha certamente contribuito in modo determinante alla socializzazione dei portatori di handicap, ma non ha potuto, per diversi motivi, dare indicazioni sul tipo di educazione cui devono essere fatti oggetto, né tanto meno la famiglia ha ancora le idee chiare a tal proposito.

Alla base c'è quasi sempre la presunzione che il portatore di handicap sia oggettivamente incapace di "...", e di conseguenza questo determina nei suoi confronti un atteggiamento protezionistico e assistenziale sia da parte della famiglia sia degli stessi insegnanti; anzi in questi ultimi spesso c'è anche un atteggiamento di aspettativa negativa.

La persona con sindrome di Down è doppiamente penalizzata, perchè il suo handicap è facilmente riconoscibile nei tratti somatici e, quindi, viene immediatamente etichettata in una serie di luoghi comuni cui, a causa dell'errore genetico, continua ancora oggi ad essere confinata.

Tra i vari luoghi comuni il più dannoso è quello di considerare tali persone degli eterni bambini. Negare la loro età cronologica significa negare il loro diritto alla normalità o, per meglio dire, ad una possibile normalità.

Polpette in arrivo! In tutti questi anni l'esperienza ci ha fatto capire che la realtà è ben altra, che un buon intervento psicopedagogico può stimolare e favorire l'espressione di sé, la presa di coscienza del proprio esistere, riuscire a dare la possibilità di "comunicare" agli altri le proprie emozioni, le speranze, di avere progetti di vita come qualsiasi altro individuo.

Perché questo possa realizzarsi è importante lavorare sull'autonomia della persona. La strada per l'autonomia inizia sin dai primi mesi di vita e deve essere stimolata senza falsi pietismi, pregiudizi e quant'altro possa ostacolare questo importantissimo processo di crescita.

È un salto di qualità che prevede la crescita culturale dell'ambiente sociale e l'A.I.P.D., tra l'altro, vuole favorire questo processo, mettendo le persone Down nella condizione di poter esprimere al meglio le loro potenzialità attraverso dei corsi di autonomia personale e sociale, abilità queste che spesso non vengono trattate sia nella scuola sia nei centri di riabilitazione.

L'educazione all'autonomia personale, come detto prima, dovrebbe iniziare da piccolissimi, istruendo i genitori ad assumere atteggiamenti e comportamenti che possano favorire l'acquisizione di tale capacità.

In realtà questo avviene di rado e queste forme di dipendenza che si consolidano, oltre che ad essere negative per il portatore di handicap, creano nel tempo notevoli disagi agli stessi familiari che non devono più gestire un bambino, ma un adulto e il che richiede anche notevoli sforzi fisici.

La nostra esperienza ci consente di ritenere possibili e produttivi gli interventi nella fascia dell'età adolescenziale, facendo leva sulle tipiche necessità dell'età cronologica per invogliare all'acquisizione della propria autonomia.

Il fine principale del corso, quindi, è quello di offrire ai ragazzi e alle ragazze con Sindrome di Down la possibilità di mettersi alla prova nella gestione della vita quotidiana e di fare delle esperienze comuni ai loro coetanei: andare in pizzeria, al cinema, a giocare al bowling, in discoteca, ai concerti, ecc.

I signori son serviti! Gli obiettivi sono:

  • aiutare i ragazzi/e a sviluppare la capacità di autonomia per:
    • gestire la propria persona;
    • migliorare l'autostima;
    • muoversi sul territorio;
  • supportare i genitori in questo processo affinché:
    • riconoscano ai figli il diritto di crescita;
    • imparino a gestire l'ansia personale;
    • incoraggino i figli ponendosi in aspettativa positiva;
    • rinforzino in famiglia le abilità acquisite.

Campo scuola estivo dai 10 anni in poi. I più piccoli con almeno un genitore

Questa attività dà la possibilità di mettere alla prova la propria autonomia partecipando ad un campo scuola della durata di 7 giorni. In questo periodo sarà possibile verificare (per chi frequenta il corso di autonomia) se, in seguito a quanto appreso, sono state acquisite le capacità di autogestione e di prendere iniziative non veicolate dalla presenza dei genitori quali, ad esempio:

  • attendere quotidianamente alla propria igiene personale;
  • decidere cosa indossare, e quindi capacità di sequenza logica degli indumenti e i vari abbinamenti;
  • capacità di adattamento alle regole del gruppo (orari da osservare, rispetto per le esigenze degli altri, ecc);
  • tenere in ordine le proprie cose in uno spazio comune;
  • dividere con gli altri le proprie cose;
  • prestare degli oggetti;
  • aiutare chi ne ha bisogno;
  • prendersi cura dei più piccoli.
  • sviluppo di processi emozionali che possano portare all'apertura verso gli altri e non al solo soddisfacimento delle proprie necessità e interessi;
  • quanto sopra comporta un consequenziale miglioramento delle capacità di integrazione ambientale ed anche una maggiore accettazione di se stessi.
  • ma soprattutto dimostrare ai propri genitori di essere in grado di fare, di avere capacità adattive e, quindi, convincerli a permettere loro di "crescere".

Durante il campo scuola, poiché trascorreremo giorno e notte con i ragazzi e con gli stessi operatori che li seguono nel corso di autonomia, si evidenzieranno quelli che sono i loro punti deboli e quelli di forza. Questo consentirà di poter effettuare successivamente interventi più mirati e dare i giusti suggerimenti pedagogici alle famiglie.

Laboratorio di computer dai 14 anni in poi

Il laboratorio inizierà probabilmente in ottobre e sarà rivolto ai ragazzi che hanno acquisito buone capacità di lettura e di scrittura al fine di poter ipotizzare un'attività lavorativa legata ai mezzi informatici.

Gruppo ascolto per i genitori

Suddivisi nelle varie fasce di età dei figli e con possibilità di interscambio in base alle esigenze e alle richieste. L'eccessivo tecnicismo a volte può distrarre da una dimensione più legata alle emozioni, ai sentimenti, ai sensi di colpa, ai vari dubbi, a tutto ciò che un genitore ha provato, prova e continuerà a provare. L'interscambio fra genitori favorisce una maggiore confidenza e apertura, a volte si può addirittura confidare l'inconfessabile, quella piccola parte di noi, della nostra mente che ci fa paura ma, nello stesso tempo, si ha bisogno di tirarla fuori per condividerla con gli altri, nella certezza di non essere fraintesi e di avere quella comprensione necessaria per la propria igiene mentale.

Corsi di formazione per volontari

Il primo corso inizierà verso la fine di ottobre e ha come finalità quella di dare una corretta informazione sui vari tipi di handicap, con particolare riguardo alla Sindrome di Down. Il taglio che verrà dato sarà essenzialmente pratico, con possibilità di tirocinio presso la stessa Associazione.

Manifestazioni varie

Vengono colte varie occasioni per essere presenti sul territorio al fine di pubblicizzare la presenza dell'Associazione e per mettere in risalto le potenzialità e le capacità della persona con sindrome di Down.

Il 31 maggio scorso sono stati premiati con degli assegni di studio sei ragazzi (due per ogni ordine di scuola) che avevano partecipato al concorso sulla sindrome di Down. Questa iniziativa ci ha dato la possibilità di entrare nelle scuole e di parlare della sindrome calibrando gli interventi in base all'età.

I consensi sono stati numerosi e incoraggiano a proseguire.